Contestazione del canone RAI per monitor pubblicitari: come tutelare i tuoi negozi
Contestazione del canone RAI per monitor pubblicitari: come tutelare la tua azienda
Negli ultimi anni sempre più aziende – in particolare nel mondo retail, GDO e franchising – hanno scelto di utilizzare monitor e schermi digitali esclusivamente per finalità pubblicitarie o informative: digital signage, listini dinamici, promozioni, contenuti istituzionali.
Nonostante ciò, alla apertura di nuove sedi o punti vendita è frequente ricevere da RAI richieste di pagamento del canone radiotelevisivo speciale, spesso generate in modo automatico e non sempre in linea con l’effettivo utilizzo degli apparati presenti nei locali.
Quando il canone speciale NON è dovuto
La normativa collega l’obbligo di pagamento del canone RAI speciale alla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di programmi radiotelevisivi (TV, decoder, sintonizzatori, ecc.).
Se nei locali sono presenti soltanto:
- Monitor associati a postazioni di controllo per impianti di videosorveglianza;
- Impianti audio collegati a player InStoreRadio, con contenuti musicali acquistati e regolarmente licenziati (SIAE/SCF);
- monitor utilizzati unicamente per contenuti privati (pubblicità, menù digitali, comunicazioni interne, corporate TV non connessa al segnale TV);
allora non sussistono i presupposti per il pagamento del canone radiotelevisivo speciale.
Perché arrivano comunque le richieste di pagamento
All’apertura di un nuovo punto vendita, RAI può inviare in automatico:
- lettere informative,
- bollettini di pagamento,
- solleciti di canone speciale,
senza una verifica preventiva della tipologia di apparecchi effettivamente installati. È quindi fondamentale che l’azienda non ignori la comunicazione, ma risponda formalmente, contestando l’addebito.
La procedura di contestazione
Dynamic Studio affianca le aziende nella gestione completa della contestazione del canone speciale RAI, attraverso:
- Analisi tecnica degli impianti (audio, video, videosorveglianza, digital signage) presenti in ciascun punto vendita.
- Predisposizione della lettera di contestazione su carta intestata del consulente o dell’azienda, con l’indicazione puntuale:
- delle sedi coinvolte,
- dei protocolli RAI indicati nelle comunicazioni ricevute,
- della descrizione tecnica degli apparati (assenza di sintonizzatori, impianti a circuito chiuso, ecc.).
- Invio della contestazione via PEC alla sede RAI competente per territorio, utilizzando l’indirizzo corretto in base alla regione del punto vendita.
- Gestione delle risposte RAI, fino all’ottenimento dell’archiviazione delle posizioni e dell’annullamento degli importi non dovuti.
Il supporto di Dynamic Studio
Grazie a un approccio integrato – tecnico, amministrativo e documentale – aiutiamo le aziende a:
- evitare il pagamento di canoni non dovuti;
- gestire in modo ordinato e tracciabile le comunicazioni con RAI;
- uniformare la documentazione per tutte le sedi del gruppo, anche su scala nazionale.
Se la tua azienda ha ricevuto una richiesta di pagamento del canone RAI speciale e utilizza monitor solo per finalità pubblicitarie o interne, possiamo verificare insieme se sussistono davvero i presupposti per il canone e, se necessario, predisporre per tuo conto l’intera procedura di contestazione.
CONTATTACI ORA PER SAPERNE DI PIÙ
Scopri come proteggere in modo intelligente i tuoi spazi più preziosi. Nessun compromesso, solo risultati concreti.
Contattaci telefonicamente al +39 0236545063
Scrivici un’e-mail ad attivazioni@dynamicstudio.it o compila il nostro form di contatto
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Nonostante ciò, alla apertura di nuove sedi o punti vendita è frequente ricevere da RAI richieste di pagamento del canone radiotelevisivo speciale, spesso generate in modo automatico e non sempre in linea con l’effettivo utilizzo degli apparati presenti nei locali.
Quando il canone speciale NON è dovuto
La normativa collega l’obbligo di pagamento del canone RAI speciale alla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di programmi radiotelevisivi (TV, decoder, sintonizzatori, ecc.).
Se nei locali sono presenti soltanto:
- Monitor associati a postazioni di controllo per impianti di videosorveglianza;
- Impianti audio collegati a player InStoreRadio, con contenuti musicali acquistati e regolarmente licenziati (SIAE/SCF);
- monitor utilizzati unicamente per contenuti privati (pubblicità, menù digitali, comunicazioni interne, corporate TV non connessa al segnale TV);
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Perché arrivano comunque le richieste di pagamento
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La procedura di contestazione
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- delle sedi coinvolte,
- dei protocolli RAI indicati nelle comunicazioni ricevute,
- della descrizione tecnica degli apparati (assenza di sintonizzatori, impianti a circuito chiuso, ecc.).
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